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Dichiarazione dei redditi: ridurre le imposte con la previdenza complementare

Con l'arrivo della primavera si apre per milioni di italiani un appuntamento fisso: la presentazione della dichiarazione dei redditi. Che si tratti del Modello 730 o del Modello Redditi, l'obiettivo di ogni contribuente è spesso quello di capire come ottimizzare il proprio carico fiscale. In questo contesto, la previdenza complementare emerge come uno degli strumenti più efficaci non solo per costruire il domani, ma anche per ottenere un beneficio economico immediato e tangibile.

Come funziona la deduzione fiscale?

Il vantaggio principale risiede nel meccanismo della deduzione: i contributi versati a un fondo pensione vengono sottratti direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF.
In termini semplici, è come se lo Stato decidesse di non tassare quella parte di reddito che hai scelto di accantonare per il tuo futuro. Questo abbassa la base imponibile e, di conseguenza, riduce l'imposta netta da versare o genera un credito che ti verrà rimborsato direttamente in busta paga o nella pensione. 

Per chi lavora come dipendente, questo processo è spesso ancora più semplice grazie al ruolo dell'azienda come sostituto d'imposta. In questi casi, i contributi trattenuti in busta paga e quelli versati dal datore di lavoro sono gestiti direttamente dal reparto HR. La deduzione fiscale viene applicata mese per mese, riducendo l'imponibile IRPEF alla fonte e permettendoti di godere del beneficio fiscale senza dover attendere i tempi della dichiarazione annuale.

Un vantaggio esteso a tutta la famiglia

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i familiari fiscalmente a carico, come i figli. Se decidi di aprire una posizione previdenziale per loro e di versare dei contributi, potrai beneficiare della  deduzione fiscale nella tua dichiarazione dei redditi, sempre entro un limite complessivo annuo. È una strategia lungimirante che permette di avviare i più giovani verso una tutela previdenziale solida ottenendo, al contempo, un beneficio fiscale immediato per l'intero nucleo familiare.

Quanto si può risparmiare con il nuovo limite di 5.300 euro?

Una delle novità più significative introdotte con la Legge di Bilancio 2026[1] è l'innalzamento del tetto massimo di deducibilità, passato dai vecchi 5.164,57 euro agli attuali 5.300 euro annui, a decorrere dal periodo d’imposta 2026. In questo calcolo si possono sommare i propri versamenti volontari e gli eventuali contributi versati dal datore di lavoro.

Il risparmio effettivo nelle tue tasche dipende dalla tua aliquota fiscale:

1.    Chi ha un reddito nel primo scaglione IRPEF al 23% e decide di versare 2.000 euro nel fondo pensione, otterrà un risparmio fiscale di 460 euro.

2.    Per redditi medi nello scaglione al 33%, versando ad esempio 3.000 euro, il risparmio sale a 990 euro.

3.    Se il reddito supera i 50.000 euro annui (aliquota del 43%), sfruttare l'intero plafond di 5.300 euro può tradursi in un risparmio di ben 2.279 euro.

In pratica, lo Stato finanzia quasi metà del tuo investimento previdenziale attraverso il risparmio fiscale.

Cosa verifica il commercialista nella Certificazione Unica (CU)

Se sei un lavoratore dipendente, quando ti rivolgi a un professionista per la dichiarazione dei redditi, questi verificherà i punti specifici della sezione "Dati Previdenziali e Assistenziali" della tua Certificazione Unica (solitamente i punti 411, 412 e 413). In questa sezione sono riportati i contributi già dedotti (somma dei versamenti propri e aziendali) e gli eventuali contributi non dedotti, ovvero l'eccedenza oltre la soglia massima di deducibilità. Se la CU riporta correttamente queste cifre e i versamenti sono avvenuti solo tramite l'azienda, il commercialista ha già tutte le informazioni necessarie per compilare il Quadro E del 730 o il Quadro RP del Modello Redditi.

Quando sono necessari documenti extra?

Esistono tuttavia tre casi specifici in cui la sola Certificazione Unica non è sufficiente e occorre presentare documenti contabili aggiuntivi, come la ricevuta del bonifico o la certificazione del fondo pensione:

1.    Versamenti volontari: bonifici "una tantum" effettuati direttamente dal proprio conto corrente al fondo pensione.

2.    Soggetti a carico: contributi versati per un familiare fiscalmente a carico, come un figlio. Anche in questo caso il limite di deducibilità resta di 5.164,57 euro complessivi (5.300 euro dal periodo di imposta 2026).

3.    Contributi non comunicati: se disponi di un secondo fondo individuale (PIP o FPA) di cui l'azienda non è a conoscenza.

La compagnia assicurativa rende disponibile ogni anno un prospetto riepilogativo dei versamenti effettuati sul fondo pensione; in questo documento sono riepilogati i contributi versati, quelli eventualmente già dedotti in busta paga e il dettaglio dell’eventuale quota non dedotta da comunicare ai fini della detrazione IRPEF. Il documento è disponibile nella area riservata e può essere richiesto in ogni momento al collocatore o alla compagnia assicurativa.  

In questo periodo di bilanci fiscali, guardare alla previdenza complementare significa trasformare un obbligo — la dichiarazione dei redditi — in un'occasione di pianificazione intelligente. Un gesto di cura per il tuo futuro che offre un aiuto concreto alla tua disponibilità economica di oggi.

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Il presente articolo non ha la presunzione di essere esaustivo degli argomenti trattati. I dati illustrati hanno scopo puramente esemplificativo e non sono garanzia dei rendimenti o risparmi ottenibili in futuro. L’articolo è prodotto senza riferimento alla situazione finanziaria o fiscale, profilo di rischio o esperienze e conoscenze e tantomeno alle speciali esigenze del destinatario o di terzi. I cambiamenti e gli eventi verificatisi successivamente alla data del presente articolo potrebbero incidere sulla validità delle conclusioni contenute nello stesso. (Maggio 2026)

 

 

 

 


[1] Legge 30 dicembre 2025, n. 199